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19 Fortuna è uno dei più grandi asteroidi della fascia principale. Ha una superficie scura e una composizione di carbonati primitivi simile a quella di 1 Ceres.

Fortuna fu scoperto da John Russell Hind il 22 agosto 1852 grazie al telescopio da 7 pollici dell'osservatorio privato di George Bishop (di cui era direttore) al Regents Park di Londra, Regno Unito. Venne battezzato così in onore di Fortuna, la dea Romana del caso e del destino.

Il Telescopio Spaziale Hubble ha osservato Fortuna nel 1993, risolvendo un diametro apparente di 0.20 arcosecondi (4.5 pixel della Planetary Camera); la sua forma è pressoché sferica. Sono stati cercati dei satelliti naturali dell'asteroide, ma senza successo.

Sono state osservate molte occultazioni stellari di Fortuna.

 
defizione di fortuna
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Fortuna è una figura della mitologia romana, era la dea del caso e del destino.

Fortuna era una divinità antica, forse precedente alla fondazione di Roma anche se i romani ne attribuivano l'introduzione del culto a Servio Tullio, il re che più, fra tutti, fu favorito dalla Fortuna, alla quale dedicò ben ventisei templi nella capitale, ciascuno con un'epiclesi diversa.

Si racconta anche che ella l'avesse amato, benche egli non fosse che un mortale e avesse l'abitudine di entrare a casa sua attraverso una finestrella. Una statua del re Servio Tullio si ergeva nel tempio della Dea.

 « …Gli annali di Preneste raccontano che Numerio Suffustio, uomo onesto e ben nato, ricevette in frequenti sogni, all'ultimo anche minacciosi, l'ordine di spaccare una roccia in una determinata località. Atterrito da queste visioni, nonostante che i suoi concittadini lo deridessero, si accinse a fare quel lavoro. Dalla roccia infranta caddero giù delle sorti incise in legno di quercia, con segni di scrittura antica. Quel luogo è oggi circondato da un recinto, in segno di venerazione, presso il tempio di Giove bambino, il quale, effigiato ancora lattante, seduto insieme con Giunone in grembo alla dea Fortuna mentre ne ricerca la mammella, è adorato con grande devozione dalle madri. E dicono che in quel medesimo tempo, là dove ora si trova il tempio della Fortuna, fluì miele da un olivo, e gli arùspici dissero che quelle sorti avrebbero goduto grande fama, e per loro ordine col legno di quell'olivo fu fabbricata un'urna, e lì furono riposte le sorti, le quali oggidì vengono estratte, si dice, per ispirazione della dea Fortuna. … »
( Marco Tullio Cicerone, De Divinatione XLI 85-86)

La Fortuna era una dea dal carattere doppio, ma sempre positivo (altrimenti si parlava di Sors, la sorte):

  1. Uno intraprendente, cioè che aiutava a far andare bene le imprese
  2. Uno erotico (per il quale è rimasto il detto essere baciati dalla fortuna)

Il suo corrispettivo nella mitologia greca è la dea Tiche.

 

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  • Fortuna in letteratura indica il fato, il destino e comunque tutto quanto possa mutare la volontà dell'uomo, vedi fortuna e virtù nel "Principe" di Machiavelli.

Per Lucrezio è una forza sovrana che tutto può, alla quale rivolgersi con tono di preghiera(De rerum natura, V, 107): «quod procul a nobis flectat fortuna gubernans» ["Possa la fortuna sovrana deviare lontano da noi questa disgrazia"].

Nella letteratura volgare, Dante, di contro alla rappresentazione pagana che descriveva la Fortuna bendata nell'atto di volgere una ruota, la immagina "ministra di Dio", cioè uno strumento della sua Provvidenza che guida gli eventi umani (Inferno, VII, 77-84): «Similmente a li splendor mondani / ordinò general ministra e duce / che permutasse a tempo li ben vani / di gente in gente e d'uno in altro sangue, / oltre la difension d'i senni umani; / per ch'una gente impera e l'altra langue, / seguendo lo giudicio di costei, / che è occulto come in erba l'angue».

In Boccaccio la fortuna è invidiosa della "felicità" d'amore (Decameron, III,7, p.4): «Fu dunque in Firenze un nobile giovane [...] il quale d'una donna, [...], innamorato oltre misura per li suoi lodevoli costumi, meritò di godere del suo desiderio. Al qual piacere la fortuna, nemica de' felici, s'oppose».

Per Machiavelli la fortuna sarebbe responsabile solo parzialmente dei destini umani (Principe, cap. XXV): «iudico potere essere vero che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che etiam lei ne lasci governare l'altra metà, o presso, a noi». Ma è lo stesso autore a sostenere che «la fortuna acceca gli animi, quando la non vuole che quegli si opponghino a' disegni suoi»

 
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19 Fortuna è uno dei più grandi asteroidi della fascia principale. Ha una superficie scura e una composizione di carbonati primitivi simile a quella di 1 Ceres.

Fortuna fu scoperto da John Russell Hind il 22 agosto 1852 grazie al telescopio da 7 pollici dell'osservatorio privato di George Bishop (di cui era direttore) al Regents Park di Londra, Regno Unito. Venne battezzato così in onore di Fortuna, la dea Romana del caso e del destino.

Il Telescopio Spaziale Hubble ha osservato Fortuna nel 1993, risolvendo un diametro apparente di 0.20 arcosecondi (4.5 pixel della Planetary Camera); la sua forma è pressoché sferica. Sono stati cercati dei satelliti naturali dell'asteroide, ma senza successo.

Sono state osservate molte occultazioni stellari di Fortuna.

 
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